La proroga al 31/03/2017 del termine delle iscrizioni per l’avvio delle procedure di costituzione dell’Ordine è una bruttissima battuta d’arresto di un sofferto percorso che stava per giungere alla meta. Ma è anche l’evidenza del reale interesse per i processi educativi che gli Educatori e Pedagogisti curano per tutti, dai bambini agli anziani, e in tutti luoghi (non solo la scuola), da parte di tutto il mondo politico, nei suoi diversi livelli (nazionale, regionale, locale). Mantenere deboli Educatori e Pedagogisti è una strategia perdente, perchè se fa risparmiare un po’ di soldi alle casse comunali o regionali, mortifica i professionisti con la precarietà occupazionale e aumenta il rischio di inefficacia degli interventi, per il frequente ricorso a persone non qualificate.
Di seguito il testo del comunicato stampa di 12 Associazioni professionali:
“L’emendamento che propone di spostare ulteriormente al 31 marzo 2027 il termine per l’iscrizione all’Ordine dei Pedagogisti e degli Educatori professionali Socio-pedagogici rappresenta un arretramento grave e ingiustificato.
Dopo anni di attesa e una proroga già ampia, continuare a rinviare significa svuotare di credibilità la legge e prolungare uno stato di incertezza che penalizza l’intera comunità professionale.
La fase transitoria non può diventare una condizione permanente.
I servizi educativi e socio-educativi hanno bisogno di riferimenti chiari, responsabilità definite e professionisti finalmente riconosciuti.
Ogni ulteriore slittamento blocca il processo di istituzionalizzazione e indebolisce la tutela della qualità degli interventi.
Non esistono più motivazioni tecniche che giustifichino un nuovo rinvio.
Serve ora piena attuazione della norma e l’avvio effettivo degli Ordini, non l’ennesima sospensione.
Solo chi ha interesse a conservare un sistema opaco, privo di regole certe e sottratto a reali meccanismi di responsabilità può temere l’istituzione pienamente operativa dell’Ordine, che rappresenta invece uno strumento di trasparenza, qualificazione e tutela della qualità del welfare.
Per queste ragioni esprimiamo una ferma e netta contrarietà a qualsiasi ulteriore proroga.”

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